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L’azione degli inquinanti atmosferici causa il degrado del patrimonio monumentale italiano
(12-09-2006)

L’azione degli inquinanti atmosferici causa il degrado del patrimonio monumentale italiano
Fonte: Enel Ambiente http://www.enel.it/attivita/ambiente
L’azione degli inquinanti atmosferici causa seri danni al patrimonio storico ed artistico esposto all’aperto. Gli studi condotti dall’APAT e dal ICR per definire le soglie di tolleranza
L’inquinamento atmosferico nelle aree urbane rappresenta un problema per la salute umana e per l’ambiente. Ma lo è anche per le testimonianze storiche e le opere artistiche esposte all’aperto, che rappresentano parte rilevante del patrimonio culturale di una nazione.
In Italia è concentrata la maggior parte dell’intero patrimonio storico-artistico mondiale. Più che altrove, quindi, il degrado delle opere monumentali è un problema che tocca la sensibilità di tutti e coinvolge non solo aspetti strettamente culturali, ma anche quelli economici legati ai flussi turistici, per l’ovvia ragione che la conservazione ottimale di questi beni rappresenta un forte motivo di attrazione per i visitatori.
Non può stupire, dunque, che proprio in Italia - dove si contano non meno di 57.000 beni culturali di cui 5.000 archeologici e 52.000 architettonici - si stiano portando avanti gli studi più avanzati finalizzati a capire la natura e l’entità dei danni causati dai contaminanti atmosferici sulle opere monumentali e a definire gli strumenti e le metodologie di difesa di un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia.
La necessità di stabilire i “valori critici”
Protagonisti principali di quest’azione sono l’APAT, l’Agenzia nazionale per la Tutela dell’Ambiente e per i Servizi tecnici, e l’ICR, l’Istituto Centrale per il Restauro, che dal 2000 hanno avviato una stretta collaborazione, mettendo in campo le rispettive competenze con uno specifico obiettivo: correlare il danno subito dal patrimonio culturale esposto all’aperto alla concentrazione presente dei principali inquinanti atmosferici. Un bilancio di quest’attività, che presenta i risultati di alcune sperimentazioni condotte, è stato presentato lo scorso giugno in un rapporto il cui principale obiettivo, come afferma il direttore generale APAT, Giorgio Cesari, è stato quello di «gettare le basi che consentano di mettere a punto strumenti normativi contenenti valori “soglia” dei parametri ambientali raccomandati e le modalità per le loro misure applicabili al settore dei manufatti artistici». Si tratta di un obiettivo cruciale perché una delle maggiori difficoltà nel campo della salvaguardia dei beni culturali è data proprio dalla necessità di stabilire quali valori critici occorre assumere, intendendo con questa espressione i valori massimi di inquinamento accettabili con riferimento al danno causato ai materiali che costituiscono le opere d’arte monumentali.
Le sostanze responsabili dei processi di degrado
Tutte le opere monumentali sono soggette ad un processo di deterioramento naturale, progressivo ed irreversibile. L’azione degli agenti atmosferici (in particolare il gelo, le variazioni di temperatura, la cristallizzazione dei sali derivante dall’assorbimento dell’acqua da parte di materiali porosi) dà origine a fenomeni di degrado che possono essere accelerati ed aggravati dall’inquinamento ambientale. Proprio la particolare accelerazione di questo degrado, manifestatasi negli ultimi decenni su gran parte del nostro patrimonio storico-artistico esposto all’aperto, ha indotto ad assegnare precise responsabilità all’azione esercitata dall’inquinamento atmosferico delle aree urbane e a sviluppare studi diretti a definire le soglie di tolleranza per i monumenti ed, in particolare, per i materiali lapidei, sia naturali (come i marmi, i graniti ecc.), sia artificiali (stucchi, malte, intonaci, prodotti ceramici ecc.).
I principali responsabili della contaminazione non naturale dei materiali lapidei sono inquinanti ben conosciuti ed originati, in particolare, da processi di combustione: nei centri urbani il riscaldamento domestico e soprattutto il traffico veicolare. Si tratta dei composti dello zolfo, degli ossidi di azoto e del particolato atmosferico che rappresenta la principale causa dell’annerimento delle superfici monumentali
Gli effetti della contaminazione
Gli effetti di queste contaminazioni sui materiali lapidei, variamente combinati con le azioni esercitate dagli agenti atmosferici naturali, sono riconducibili a tre tipologie fondamentali.Si parla di erosionequando l’azione dei fattori ambientali naturali, unitamente agli inquinanti presenti nell’atmosfera, dà luogo alla perdita di materiale lapideo dalla superficie del monumento.
Si è in presenza di annerimento quando le particelle carboniose, prodotte durante i processi di combustione, depositandosi sulla superficie del manufatto, provocano lo “sporcamento” del materiale lapideo.
Si indicano, infine, con il termine di stress fisic ouna serie di processi di degrado che chiamano in causa i fattori associati alla porosità e alla struttura dei materiali in grado di influire sulle interazioni termiche e igrometriche tra il materiale e l’ambiente circostante, con conseguenti danni fisici. A queste forme di degrado, da tempo oggetto di studio, il rapporto APAT-ICR ha affiancato un nuovo indicatore che considera anche l’effetto degli agenti “biodeteriogeni” sul monumento. Batteri, funghi, alghe, licheni, ecc. infatti, depositandosi sui materiali lapidei, in determinate condizioni microclimatiche possono dar luogo alla loro colonizzazione, causando così processi di degrado.
Allo stato delle conoscenze e delle metodologie sviluppate, si è risusciti a correlare il danno alla concentrazione degli inquinanti aerodispersi solo in riferimento al fenomeno dell’erosione. Tuttavia, le attività svolte in questo campo da APAT e ICR hanno l’obiettivo di mettere in rapporto i danni causati dalle contaminazioni biologiche anche con gli altri parametri considerati. Il rapporto presentato rappresenta un primo passo volto al perseguimento di un ambizioso obiettivo: quello di estendere al settore dei beni culturali una normativa che, con riferimento alle problematiche legate all’inquinamento atmosferico dovuto principalmente al traffico, è stata rivolta finora soltanto alla tutela della salute umana e degli ecosistemi naturali. Angelo Cipro per Enel Ambiente
Accademia Ambientale del Monferrato
Federazione Nazionale Pro Natura
Lega Italiana per i Diritti degli Animali