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L’importanza della comunicazione via internet delle associazioni ambientaliste nella difesa dell'ambiente

L’importanza della comunicazione via internet delle associazioni ambientaliste nella difesa dell'ambiente

L’importanza della comunicazione via internet delle associazioni ambientaliste nella difesa dell'ambiente
Autore: Cav. Dottor Claudio Martinotti, Presidente Gruppo GEVAM Onlus - Guardie Ecozoofile Volontarie Associazione del Mediterraneo - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale

Il volontariato operativo del settore ambientale, fino a prima della comparsa e diffusione planetaria di Internet, aveva uno spazio modesto sui mass media, essendo esclusivamente e sporadicamente concesso alle grandi associazioni, ormai divenute famose e presenti in molti Paesi.
Internet ha consentito al volontariato del settore ambientale, soprattutto a quello minoritario ed innovativo, di superare almeno in parte alcune difficoltà peculiari, o quantomeno di attenuarne gli effetti negativi, tra le quali:
- una pregiudiziale molto diffusa nel mondo, in Italia in modo particolare: la netta prevalenza di attenzione e finanziamenti istituzionali e sociali, che da sempre viene concessa al volontariato socio-assistenziale, a scapito di quello ambientale (in molte circostanze addirittura inviso);
- la scarsa attitudine europea, ed italiana in particolare, a finanziare il non profit. In Italia, ad esempio, disponiamo di appena l'1% circa di quanto viene erogato ogni anno negli U.S.A. (stimato in circa 130 miliardi di dollari), e di queste risorse solo quote modeste vanno al settore ambientale, ed all’interno dello stesso volontariato ambientale si riservano somme estremamente marginali alle attività di vigilanza, che nel nostro Paese sono assolutamente insufficienti (salvo eccezioni localizzate). La situazione della vigilanza ambientale si è aggravata negli ultimi tempi a causa del disimpegno di alcune associazioni storiche, che hanno preferito defilarsi per orientarsi su settori più convenienti.
In Italia, recenti ricerche mirate, hanno rivelato che il 75% della popolazione non ha mai erogato alcunché alle associazioni di volontariato e persiste una scarsissima conoscenza della loro identità ed attività e molta diffidenza sulla destinazione delle somme.
Al contrario pare ci sia molta fiducia in alcune ONG, al punto da costituire ormai un punto di riferimento valoriale superiore a molte istituzioni pubbliche, tra cui quelle partitiche, a tal punto che i loro leader sono selezionati e corteggiati dai partiti per le candidature elettorali.

L'autore della presente relazione, avendo intuito per tempo le enormi potenzialità fornite da Internet, quale straordinario strumento di comunicazione a costi assai contenuti, nella sua qualità di presidente del Gruppo Gevam Onlus, acronimo di Guardie Ecozoofile Volontarie Associazione del Mediterraneo, ha saputo avviare una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione, che hanno avuto un notevole gradimento sociale, professionale ed istituzionale, che nella presente relazione verranno esposte ed analizzate.
L'intelligente e fantasioso utilizzo di Internet da parte di alcune associazioni ambientaliste, unitamente alla perseveranza, ha consentito il superamento di censure e di superficiali criteri selettivi e programmatici adottati dai mas media tradizionali, dando spazio e visibilità alle organizzazioni del volontariato ambientale, avvicinandole ai cittadini fruitori ed alimentando un circolo virtuoso di collaborazioni e sinergie … con risultati positivi impressionanti, a volte superiori a quelli che avrebbero potuto ottenere grandi istituzioni con notevoli investimenti.
Inoltre, questa costante ricerca di modalità di comunicazione tecnologicamente avanzate, coniugate con la creatività propositiva, ha consentito di sollecitare le forze innovative latenti nel mondo del volontariato, dando così una discreta spinta al superamento culturale e pregiudiziale, rappresentato dall’eccessiva dipendenza dell’associazionismo dall’assistenzialismo pubblico, dalle sponsorizzazioni istituzionali e di munifici benefattori.
Situazione questa che perdurando da molti anni, aveva indotto un atteggiamento mentale e gestionale passivo, assistenzialistico, a scapito delle capacità propositive e progettuali, innovative e creative, che permanevano allo stato latente.

Grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea ed ai CSV (Centri di Servizio per il Volontariato) attivati in molte regioni italiane, molte associazioni ambientali si sono finalmente alleate, creando delle partnership progettuali per poter accedere a queste erogazioni (provenienti dalla UE e dalle Fondazioni Bancarie), producendo progetti articolati di un certo valore e complessità, sviluppando una cultura progettuale che in precedenza mancava.
Internet in proposito, ha certamente e mirabilmente contribuito a rendere visibili queste associazioni, favorendo la ricerca di partner, creando efficaci sinergie operative, soprattutto nell’elaborazione progettuale, motivando e mobilitando preziose risorse umane e ponendole al servizio della collettività.

Noi del Gruppo GEVAM Onlus, ad esempio, grazie all’uso intensivo di Internet, che abbiamo effettuato negli ultimi anni, abbiamo recentemente avviato in partnership con l’UNIVOL CSV (Centro di Servizi per il Volontariato ed Università del Volontariato, della Regione Piemonte), VOLAMBIENTE, un’Agenzia di Servizio per il Volontariato Ambientale (www.volambiente.it), la quale ha lo scopo di censire tutte le realtà associative ambientali della regione, promuoverne la capacità organizzativa e gestionale, creare delle partnership progettuali ed operative, organizzare corsi di formazione e qualificazione di elevato profilo qualitativo, soprattutto per gli operatori della vigilanza ambientale volontaria, etc..
Iniziativa che si propone come obiettivo complessivo e strategico primario, di evitare l’attuale dispersione e vanificazione delle risorse appartenenti alla realtà associativa ambientale regionale, eccessivamente frammentata ed oppressa da incomunicabilità, di rimediare alla loro scarsa visibilità mediatica, di provvedere ad una maggiore qualità propositiva e professionalità operativa, apprendendo l’arte della collaborazione, progettazione e realizzazione degli obiettivi comuni.

Internet ha consentito in tutti questi anni di assumere informazioni preziose e di rendersi conto maggiormente di quali fossero i punti deboli del nostro settore. Ha consentito pertanto di intensificare i contatti reciproci e di selezionare la disponibilità a collaborare su determinati obiettivi, unendo le forze e mobilitando l’opinione pubblica, ormai in buona parte riversatasi in rete. Si stima infatti che circa il 20% della popolazione italiana disponga di un indirizzo di posta elettronico e navighi almeno saltuariamente in rete.
Non è eccessivo affermare che il nostro Gruppo senza il ricorso ad Internet sarebbe rimasto operativo solo a livello locale, mentre ora lo siamo a livello internazionale, pur con le nostre limitate risorse finanziarie. Grazie ad Internet abbiamo esteso la quantità e qualità dei nostri sostenitori e simpatizzanti, collaboratori e promotori, e ci siamo specializzati nella creazione di sinergie progettuali ed operative, ponendo a disposizione la nostra esperienza e mettendo in contatto tra loro varie e qualificate risorse umane e potenzialità per conseguire obiettivi comuni.
Attualmente, ricorrendo a questa strategia propositiva ed operativa, fondata sulla ricerca ed applicazione di sinergie, con modestissimi investimenti finanziari ed un impiego mirato di risorse umane qualificate, siamo divenuti partner progettuali ed abbiamo già effettuato missioni all’Estero e ne stiamo organizzando di nuove, in Montenegro, Bosnia, Croazia, Costa Rica ed Amazzonia.
Questi risultati sono resi possibili grazie ad Internet ed alle tecnologie ormai accessibili e interconnesse, che complessivamente consentono di ottenere risultati fino a qualche anno fa ritenuti impossibili, ed a costi accessibili anche a piccole organizzazioni di volontariato.

Vi citerò alcuni esempi pratici.

In Amazzonia in una vasta area di foresta pluviale nella quale scorrono i fiumi Xixuau e Xiparina, esiste da alcuni anni una riserva naturale che si trova sul confine tra gli stati brasiliani di Amazonas e Roraima. Essa è il frutto della volontà di un gruppo di ambientalisti, con un prezioso apporto di italiani (in particolare un Nobiluomo che ha sponsorizzato una cospicua parte dell’impresa), che hanno realizzato un riserva naturale interamente di concezione privata, senza aiuti pubblici ed istituzionali. Su questo punto io mi auguro si possa sviluppare una riflessione ed un dibattito, perché ritengo sia strategicamente essenziale esplorare anche questo percorso operativo per addivenire alla protezione di ecosistemi importanti, quando la loro conservazione viene trascurata o osteggiata dalla autorità pubbliche. La stessa cosa, ad esempio è avvenuta anche in Costa Rica (la cui ricchezza di biodiversità è riconosciuta a livello internazionale), non tanto per indifferenza istituzionale, ma al contrario per una particolare elasticità politico burocratica, che consente anche la costituzione di riserve naturali gestite da privati.
La Riserva naturale amazzonica di Xixuau e Xiperina copre un’area di circa 172.000 ettari, interamente composta di foresta primaria, ed ospita un gran numero di specie di animali in pericolo di estinzione in altre zone. La riserva prossimamente triplicherà la superficie protetta (per averne un’idea: assumerà le dimensioni della provincia di Asti ed Alessandria messe insieme) e pur distando 28 ore di battello dalla capitale Manaus, è meta di un ecoturismo di qualità (mirato e strettamente controllato, divenuto un’ottima fonte di reddito per la popolazione indigena, ormai interamente occupata nella riserva) ed è gestita dalla Associazione Amazonia con sede legale a Manaus (con la quale il Gruppo GEVAM Onlus collabora da alcuni anni, facendo da cassa di risonanza in Internet).
Grazie alla recente installazione nella riserva di un impianto satellitare ad energia solare, riusciamo a comunicare via e.mail e ad inviarci foto e rapporti in tempo reale, etc. con una spesa irrisoria, tenendoci in costante contatto con i nostri colleghi e collaboratori in servizio presso l’area protetta.
Internet ha consentito di scoprire queste realtà e di studiare delle modalità di promozione, collaborazione e finanziamento, che altrimenti non sarebbero state possibili. Piccoli interventi che si sono tradotti subito in concreti interventi migliorativi della qualità della vita e della gestione della riserva (acquisto del battello fluviale, dell’impianto satellitare e delle celle solari per la produzione di energia, costruzione dell’infermeria e della scuola, etc.)

Altro esempio.
Nella regione transfrontaliera della valle dell’Una-Sana (due tra i più limpidi e pittoreschi fiumi dei Balcani), tra Bosnia e Croazia, abbiamo elaborato un progetto complessivo ed articolato (del quale il Gruppo GEVAM Onlus è partner), che prevede in fase di avviamento un sito web e un CD Rom che illustrerà un piano di tutela ambientale e sviluppo ecosostenibile idoneo alle caratteristiche del territorio (che prevede la promozione dell’agricoltura biologica, dell’agriturismo, dell’ecoturismo, di ecovillaggi, etc.), che costituisce presupposto essenziale per pervenire alla realizzazione di un antico sogno degli ambientalisti della zona, rilanciato dopo la guerra: la creazione di un Parco Naturale della Valle dell’Una.
La bellezza di queste terre le rende particolarmente adatte ad uno sviluppo basato sul turismo rurale e naturalistico, oltre che all’agricoltura, attività tradizionale che oggi potrebbe prendere la strada della certificazione biologica. Nel corso del 2001 e del 2002, grazie ad un uso intensivo e selettivo della rete, abbiamo individuato ed accompagnato piccoli gruppi di “turisti sperimentali” nell’area balcanica.
Contemporaneamente, sempre grazie ad Internet, é partita anche la prima operazione balcanica di commercio equo e solidale, che ha reso disponibile al circuito delle Botteghe del Mondo (e si sta iniziando anche con la grande distribuzione) i primi prodotti degli apicoltori croati (miele di acacia e lavanda, candele di cera d’api), grazie all’intensa attività svolta dalla nostra Paola Lucchesi (di Trieste), cell. 348-5243187, email: paola.lucchesi@mail.inet.it, responsabile dei rapporti con i Balcani per il Gruppo GEVAM Onlus http://www.gevam.it
Ci tengo a sottolineare che l’intera iniziativa, per la quale si è lavorato circa un anno, è il frutto di uno straordinario impegno di volontari fortemente motivati, e di un sapiente ed intenso sfruttamento di Internet, senza alcun finanziamento pubblico. Solo recentemente dalla Regione Friuli Venezia Giulia è pervenuto un contributo finalizzato alla costruzione del sito WEB e del CD Rom che illustreranno il progetto. Questo è un chiaro esempio di volontariato innovativo ed autonomo, pionieristico nel suo settore di competenza, in antitesi a quello culturalmente ed operativamente di concezione assistenzialistica.

Le potenzialità di questo prodigioso mezzo di comunicazione (Internet) sono state limitate negli ultimi anni dalla promulgazione di alcune leggi concepite in modo tradizionale ed applicate in questo contesto, che poco si presta per queste modalità anacronistiche di censura e controllo istituzionale, e che sebbene concepite in buona fede e per scopi apparentemente e parzialmente condivisibili, hanno finito per rallentare l’uso della rete da parte delle associazioni ambientaliste, intimorite dai vincoli legislativi (in particolare dalla legge sulla privacy e sull’editoria) che impediscono il ricorso professionale all’e.mail per scopi promozionali. Una associazione di volontariato, se non può ricorrere all’invio di e.mail promozionali agli indirizzi di cui viene a conoscenza, come può farsi conoscere?
Senza contare i rischi di censura e limitazione che deriveranno dalla recenti disposizioni legislative e normative concepite ed applicate in seguito ai tragici attentati dell’11 settembre 2001, che con l’alibi della sicurezza in realtà si tradurranno in una capillare controllo, intrusione ed interruzione di quei siti di informazione che per alcuni loro contenuti, potrebbero contrapporsi ad interessi istituzionali avversi.

Altro motivo che in Italia ha fortemente limitato il ricorso alla rete è la mancanza di una seria ed affidabile flate rate, cioè di un abbonamento a tariffa forfetaria ed agevolata di accesso ad Internet, e del costo ancora troppo elevato e della ancora scarsa disponibilità territoriale di accessi ADSL o di similari a banda larga ed alta velocità di trasmissione, che ha praticamente costretto le associazioni di volontariato a navigare al costo delle telefonate urbane, che non sono propriamente convenienti e con una qualità del servizio mediocre. Senza contare i disservizi e le truffe (sebbene camuffate) offerte dai fornitori di servizi in regime di oligopolio, che praticamente fanno il bello ed il cattivo tempo, contando sull’impunità.
Queste difficoltà sono imputabili all’eccessivo protrarsi di condizioni di monopolio od oligopolio nel mercato italiano e dall’assenza di veri ed efficaci strumenti di controllo e di condanna (quando occorre), posti a garanzia della tutela dei diritti degli utenti.

Un altro elemento di rallentamento dell’accesso alla rete in Italia è determinato dall’arretratezza culturale e professionale del settore, che per i primi anni ha provocato disservizi ed una certa approssimazione da parte dei fornitori di accesso, e soprattutto una scarsa disponibilità di persone capaci e competenti che potessero insegnare ai profani l’uso del P.C. e dei programmi di navigazione. Un problema serio per le piccole associazioni di volontariato ambientale è infatti poter disporre di persone qualificate che sappiano lavorare in rete, creare siti Web, rispondere alle e.mail, etc..
Ancora adesso sono moltissime le piccole associazioni di volontariato ambientale che non dispongono di un sito web, di un indirizzo di posta elettronico veramente operativo, di personale minimamente competente. Ne abbiamo avuto conferma in questo periodo, in seguito all’avviamento di VOLAMBIENTE, Agenzia di Servizio per il Volontariato Ambientale, per la quale stiamo conducendo un censimento nella nostra regione (Piemonte), e stiamo riscontrando che circa il 75% di esse ne sono prive, e per comunicare quindi possono ricorrere solo al telefono, alla posta ordinaria, ed a elemosinare qualche spazio di visibilità sui media locali.
E’ evidente l’enorme limitazione operativa cui sono sottoposte queste associazioni, tecnologicamente arretrate, cui cerchiamo di porre rimedio come Volambiente e come Gruppo GEVAM Onlus, ad esempio mettendo a disposizione il nostro network per i loro comunicati, per le news, per le iniziative, etc., rendendoli in tal modo visibili ed accessibili ad un numero molto elevato di potenziali fruitori ed utenti interessati.

Anche le grandi associazioni comunque non sono messe meglio, quantomeno in termini di qualità del servizio di comunicazione in Internet. Noi abbiamo fatto delle prove, inoltrando e.mail contenente richieste (a cui avrebbero dovuto rispondere, se non altro per educazione) a diverse associazioni di livello nazionale. Da alcune non abbiamo avuto alcuna risposta, da altre l’abbiamo ottenuta dopo mesi, il ché è alquanto assurdo e paradossale. Infatti, ottenere tramite l’invio di e.mail dei tempi di risposta di tipo ottocentesco, quando la posta cartacea era consegnata da corrieri a cavallo, non depone certo a loro favore.
Noi del Gruppo GEVAM Onlus ci siamo posti come obiettivo di qualità (e finora lo abbiamo rispettato) di rispondere ad ogni e.mail che riceviamo, entro 48 ore al massimo (salvo cause di forza maggiore). E’ un segno di rispetto nei confronti degli interlocutori.

Come Gruppo GEVAM Onlus riteniamo che il modo più opportuno per aiutare le associazioni di volontariato ambientale a superare queste gravi difficoltà, sia convincere tutte le istituzioni preposte, ad effettuare una cospicua parte degli investimenti di cui dispongono e che devono destinare all’associazionismo, nel settore tecnologico delle comunicazioni ed in formazione e qualificazione del personale. In tal modo, anche se lentamente (perché ci vorranno diversi anni), ponendo a disposizione del volontariato ambientale mezzi di comunicazione tecnologicamente aggiornati e corsi di formazione, si potrà pervenire ad una diffusa rete di interconnessione del mondo associazionistico ambientale italiano, veramente interattiva ed operativa, al contrario della situazione attuale, che è composta perlopiù da siti bacheca e da una estremamente tardiva o quasi totale assenza di comunicazione per e.mail (se non interassociativa e discriminatamente selettiva).

Per concludere questa breve relazione, vorrei rivolgere il mio pensiero riconoscente a tutti coloro che in passato, per il loro coraggio etico e pionieristico di denuncia di illeciti ambientali interni al luogo di lavoro, per i loro comportamenti socialmente e moralmente innovativi, per la loro responsabile opposizione a grandi interessi costituiti, hanno subito gravi forme di mobbing e di bossing, fino alla devastazione della loro vita privata, fino alla più nera disperazione, fino alla perdita di fiducia verso l’umanità. Persone perseguitate ed isolate, che avrebbero sicuramente trovato giovamento dall’utilizzo di Internet, se fosse stato disponibile all’epoca, tramite il quale avrebbero potuto attingere solidarietà e ricevere assistenza e diffondere quanto era a loro conoscenza, per una condivisione di esperienze ed apprendimento. A loro vada la nostra riconoscenza.
Cordiali saluti
12 ottobre 2002
Claudio Martinotti
Accademia Ambientale del Monferrato
Federazione Nazionale Pro Natura
Lega Italiana per i Diritti degli Animali