TORNA ALL'INDICE DELLE MONOGRAFIE
Illeciti ambientali

Traggo spunto da una recente relazione pervenuta da un turista, che potremmo definire semplicemente responsabile, a proposito delle condizioni di abuso, incuria e disagio causato dal turismo di massa sull’isola di Lampedusa, per ribadire un concetto che è anche una proposta per una strategia operativa che andrebbe adottata ed estesa in tutta Italia e che da anni cerco di promuovere:

occorre maggiore informazione ambientale congiunta ad una capillare e qualificata vigilanza territoriale e conseguente repressione degli illeciti.

Potrà sembrare scontata e banale come proposta, ma purtroppo sembrerebbe proprio che in Italia siano proprio le cose semplici le più difficili da applicare, per una sorta di condivisa individualistica complicità passiva tendente al quieto vivere e allo status quo, che favorisce l’inerzia, l’ignoranza e la disapplicazione delle leggi ambientali.

E’ ora di finirla con la solita ipocrisia mistificatoria cui si ricorre spesso politicamente per non cambiare mai nulla, per non dover assumere provvedimenti impopolari.

Ed intanto così facendo si peggiora la qualità della vita e del nostro ambiente, lasciando sempre più spazio alle prepotenze ed al degrado. Basta con gli alibi ormai abusati delle cosiddette "fasi propedeutiche e di primo approccio" e delle "consulenze progettuali" (che durano e si ripetono all’infinito), del "dover prima informare", del "fare le cose con gradualità", del "bisogna prima educare la gente", dei "tempi che non sono maturi", ecc., che sono fini a se stessi ed alimentano l’indifferenza, la demotivazione ed il lassismo.

Occorre incrementare la vigilanza e la repressione!

E’ un lavoro sgradevole ed ingrato, ma occorre fare in modo che sempre più persone qualificate lo svolgano, sia a livello istituzionale che di volontariato.

E per pervenire a risultati accettabili ed adeguati alla gravità della situazione, occorre esercitare enormi e continue pressioni a livello politico ed istituzionale, perché ovunque si istituiscano sempre più corsi di formazione per guardie volontarie (sia ecologiche che venatorie e zoofile, sia delle associazioni protezioniste e di tutela ambientale, che delle province e dei parchi), si provveda a fornire loro mezzi e risorse per poter operare con sufficiente autonomia, ed altresì si sollecitino le forze dell’ordine ad occuparsi di illeciti ambientali, per non lasciare che siano sempre i soliti "quattro gatti" della Forestale e dei Carabinieri a farlo, mentre le altre istituzioni, in particolare quelle locali, continuano a latitare.

In Italia se non si arriverà a reprimere con forza e in modo permanente gli illeciti ambientali e non solo, la tendenza all’abuso ed all’incuria (figlia della cultura dell’illegalità) potrà solo aumentare contando sulla pressoché garantita impunità, e di conseguenza non ci sarà mai quel salto qualitativo culturale indispensabile perché le sue risorse e ricchezze naturali ancora incolumi possano essere preservate e fruite con intelligenza, favorendo un’economia qualitativa finora poco valorizzata che produrrebbe nuova occupazione.

Occorre l’impegno costante di tutte le associazioni e dei media che condividono questa proposta e questo appello, perché le resistenze sono molte e l’ignoranza è ancora immensa.

Claudio Martinotti

Presidente GEVAM-Onlus
Accademia Ambientale del Monferrato
Federazione Nazionale Pro Natura
Lega Italiana per i Diritti degli Animali